25 Giu ECLIPSE – Tra luce e ombra, forma e percezione
| Un sistema di sedute che evolve da un gesto originario, traducendo equilibrio e fluidità in un linguaggio progettuale continuo |
![]() |
![]() |
![]() |
| Il nome Eclipse trae ispirazione dall’omonimo brano dei Pink Floyd, traccia conclusiva di The Dark Side of the Moon: una riflessione sull’equilibrio tra razionalità e dimensione inconscia, tra luce e ombra, tra controllo e abbandono. Questo dualismo si traduce in una forma morbida e fluida, quasi liquida, che sfugge a una geometria rigidamente razionale per avvicinarsi a una dimensione più istintiva ed emotiva. Un gesto che evolve nel tempo Presentato inizialmente come poltrona, Eclipse si amplia oggi in un sistema di sedute che include anche il divanetto, mantenendo intatta l’identità del progetto originario. L’evoluzione non modifica il linguaggio, ma lo estende: lo stesso gesto continuo si sviluppa su scala più ampia, rafforzando la presenza nello spazio e ampliando le possibilità compositive. Forma continua e volumi avvolgenti Volumi compatti e accoglienti si sviluppano come un unico segno, in cui seduta e base si fondono in un corpo monolitico e armonico. Le superfici scorrono senza interruzioni, generando una percezione di continuità che definisce l’estetica del progetto. Equilibrio tra presenza e leggerezza Nonostante la solidità dei volumi, Eclipse mantiene una leggerezza visiva grazie alla purezza delle curve e alla coerenza formale. Il risultato è un sistema capace di trasmettere stabilità e comfort, senza mai risultare rigido. Un sistema tra struttura e fluidità Con Eclipse, il contrasto tra struttura e fluidità diventa elemento progettuale. Un equilibrio calibrato tra forma, proporzione e percezione che interpreta il living contemporaneo con un linguaggio deciso ma morbido, razionale ma emotivo. |
![]() |




Sorry, the comment form is closed at this time.